sabato 31 dicembre 2016

"Similitudini-Contesti diversi-Progettualità diversa"

Nella lettura, ogni tanto è molto interessante trovare delle similitudini tra gli artisti - "Similitudini-Contesti diversi-Progettualità diversa" (potrebbe essere il titolo di una mostra): 1) il maestro Jiri Kolar due opere: datate1969 ; 2) Angelo Riviello: due opere, datate 1977 e 2011 (dal progetto "Identità & Memoria"- work in progress); 3) Domenico Antonio Mancini, due opere datate 2011 (di uno stesso progetto:"Altre Resistenze"?)

Jiri Kolar

Jiri Kolar

Angelo Riviello

Angelo Riviello

 Domenico Antonio Mancini

 Domenico Antonio Mancini

mercoledì 28 dicembre 2016

Alessandro Mautone a Linee Contemporanee

Un altro dei maestri protagonisti di quella situazione del 1985 (a cinque anni dal terremoto, nel gruppo "Lanocita, Marchi, Norrild, Vitiello), in cui l'evento di nettezza urbana 'A Chiena (andato in disuso negli anni 70), fu definitivamente recuperato e trasformato, con la spettacolarizzazione e laboratori in sito, in "Opera d'Arte" a più mani.

Quella ceramica “democratica” che entra nelle vite
Linee Contemporanee ospita Alessandro Mautone. Le sue creazioni immediatamente fruibili da tutti.
La mostra fa parte del progetto "45 ceramiche da 45 centimetri".
Fornace Falcone per la Cultura.
Foto di Michele Calocero
Lnee Contemporanee, Salerno, Via Parmenide 39, Tel. 089.339328 

E-mail: lineecontemporanee@tin.it 
Apertura: 9:00-13:30, 16:00-20:30. 
Chiusura: lunedì mattina e domenica


Mautone con Rino Mele alla Fornace Falcone

Mautone con Rino Mele e Raffaele Falcone, alla Fornace



Dal quotidiano "La Città di Salerno" del 24 dicembre 2016
di LUCIA D’AGOSTINO

Acqua, fuoco e argilla, sono queste le componenti di base per la realizzazione di manufatti in ceramica. Eppure l’unione di questi tre elementi, ogni volta sempre gli stessi così come la tradizione richiede, è un’alchimia sorprendente in grado di restituire oggetti diversi tra loro almeno quante sono le mani di chi li lavora.

Alessandro Mautone pittore, scultore, disegnatore, grafico e scenografo è un artista capace di lavorare la ceramica rinnovando l’antico rito della trasformazione dell’argilla in terracotta, utilizzando smalti che danno vita a quelle forme e linee, ormai una firma riconoscibile delle sue opere amate da critici e pubblico. Ieri è stata inaugurata la mostra di Mautone “45 Ceramiche da 45 cm”, presso i locali di Linee Contemporanee a Salerno, un appuntamento immancabile nel periodo natalizio che quest’anno festeggia la decima edizione.
Ogni anno da dieci anni, infatti, un artista diverso ha dato il suo contributo creativo realizzando 45 piatti di ceramica, ciascuno dei quali, del diametro di 45 cm, è autografato e unico; e proprio in occasione del vernissage della personale di Mautone tutti gli autori che hanno partecipato alle precedenti edizioni hanno contribuito con un omaggio ai festeggiamenti.
Le ceramiche in esposizione sono state realizzate e prodotte nella Fornace Falcone di Montecorvino Rovella e l’evento, accompagnato da un catalogo curato dallo Studio di Design Calocero e con testo critico di Rino Mele, ha il matronato del Madre – Museo d’arte contemporanea DonnaRegina di Napoli.

La mostra visibile fino al 25 gennaio 2017 (tutti i giorni dalle 9 alle 20) rinnova ancora la particolare magia di scoprire come la stessa forma, piatti di dimensioni stabilite, e lo stesso materiale, la ceramica, possano di volta in volta trasformarsi in qualcosa di sorprendente e inaspettato grazie alla cifra stilistica, all’estetica, all’ispirazione di artisti differenti tra loro per linguaggi espressivi e concezione dell’arte.
Con Mautone si entra in una dimensione in cui l’arte dovrebbe essere sempre, a suo dire, raggiungibile, fruibile e “utilizzabile” da chiunque, entrando nella quotidianità di ciascuno come avveniva nell’antichità quando la narrazione del proprio tempo correva parallela alla manifattura artigianale.
Di qui l’utilizzo di un materiale per certi versi “democratico” come la ceramica che ha la capacità con la sua presenza, se non con la sua funzionalità, di entrare nella vita delle persone riflettendone le caratteristiche esistenziali, come fosse un accessorio che si accompagna al fluire degli eventi e ne certifica la storia. Un po’ come avveniva nei tempi antichi da cui ci sono pervenuti oggetti in ceramica capaci di chiarirci qualcosa sui costumi, le abitudini e il pensiero di chi li realizzava. Non a caso è lo stesso Mautone a dire che gli sarebbe piaciuto disegnare fumetti, per quella capacità unica che hanno in modo semplice, non certo banale, di raccontare un vissuto, lo stesso che lui cerca di imprimere al suo lavoro con la materia, prediligendo al colore le linee e le forme.

L’artista, classe 1950 e napoletano di origini, ha abbandonato presto Napoli e si è trasferito in Costiera Amalfitana, prima di fermarsi a Cava de’ Tirreni, affinando la sua forza espressiva e preferendo la lavorazione dell’argilla alla pittura di cui ammette la profondità, la capacità sublime di raccontare storie.
Tuttavia mentre la pittura ha finito con l’essere relegata quasi esclusivamente nei musei, o oggetto di feticcio fine a sé stesso da parte di collezionisti, la ceramica conserva ancora una duttilità, una praticità capace di affiancare il concetto di arte a quello di vita vissuta. Tutto questo Mautone riesce a trasferirlo con sapienza e tocco personale alle sue creazioni che conservano la finalità di base legata all’arte che è quella prevalente, secondo lui, di donare piacere. Anche una velata denuncia se traspare, quando traspare, in alcune sue opere, è sempre accompagnata ad una strizzatina d’occhio per sottolineare l’ironia, la capacità dell’arte di non prendersi mai troppo sul serio per poter raggiungere facilmente la gente comune e non solo gli esperti e appassionati più scafati.

Del resto le sue esperienze nella grafica, nell’illustrazione e negli allestimenti scenografici teatrali hanno contribuito ad arricchire la sua arte di un tratto ludico leggero, capace poi di rendere riconoscibile i suoi lavori frutto di una sapienza quarantennale, ma mai didascalici pur rifacendosi a moduli rappresentativi che in qualche modo richiamano il passato.
Un passato che non è mai uno sguardo all’indietro, che volta le spalle al presente, ma anzi ha i piedi perfettamente ancorati alla contemporaneità e dove le sue storie non sono altro che un modo in cui la storia si fa interprete del futuro. Così le sue forme, le sue linee, sembrano avere una leggerezza che le rende libere dal condizionamento dell’autore, il quale entra in punta di piedi nelle sue stesse opere quasi rivendicandone una totale indipendenza.
Un gioco, insomma, dove
l’arte non è concepita come esercizio pedissequo del bello ma è quasi terapeutica, fa del bene perché è associata al piacere di chi la guarda e di chi la possiede, un oggetto che entra nelle giornate delle persone contribuendo allo scenario delle loro esistenze.

p.s. Queste ceramiche rispecchiano appieno il carattere gioioso, ironico, creativo, allegro e sempre sorridente :) di Mautone, detto "Sasà" (per gli amici)...La Direzione di Utopia



















Valerio Falcone fa da guida ad Achille Bonito Oliva





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