giovedì 23 aprile 2015

Cecilia, centro per la creatività: Inaugurazione Video 1:1 e ODES (Orizzonte Degli Eventi Sonori)

 Cecilia, centro per la creatività, Via Santa Venere, Tito (PZ)
Inaugurazione Video 1:1 e ODES (Orizzonte Degli Eventi Sonori), 24 aprile, dalle ore 18,


Tel. 0971 798342



Il Cecilia, centro per la creatività di Tito, apre il 24 aprile, alle ore 18, due nuove aree dedicate alle arti contemporanee: Video 1:1 e Odes (Orizzonte Degli Eventi Sonori). I due spazi, ideati e curati dall'associazione Amnesiac Arts, offriranno periodicamente una selezione di opere di video e di sound art che possano dare delle coordinate sulle nuove tendenze della ricerca artistica. 



Video 1:1 è l'area dedicata alla videoarte. Di volta in volta un operatore culturale sarà invitato a selezionare un lavoro. In questo modo il curatore descriverà, attraverso l'opera video il proprio universo artistico in un rapporto di identificazione 1:1. Per il primo appuntamento è stata invitata Maila Buglioni, curatrice e storica dell'arte del collettivo curatoriale Artnoise, che ha scelto di presentare il corto Mütter (2014) di Lara Pacilio (Roma, 1978), video caratterizzato da un inedito intreccio tra arte visiva, teatro e musica. L’opera è parte di un ciclo di lavori imperniati sul concetto di follia, intesa come pazzia latente e nascosta in ognuno, squilibrio psichico appartenente al mondo contemporaneo. Un interesse, questo, scaturito grazie alla visita effettuata dall’artista presso il manicomio di Volterra e successivamente accresciuto nel corso di una serie d’incontri effettuati presso il Santa Maria della Pietà di Roma. In Mütter performer, musicisti e location giocano un ruolo importante, contestualizzando il video e facendo emergere con maggior chiarezza la riflessione sull’essere “donna” e “madre” nel XXI secolo.

Odes (Orizzonte degli eventi sonori) è invece una piattaforma dedicata alla sound art. Tramite un dispositivo wireless, il visitatore potrà esperire l'opera con una fruizione personale e intimista che si fa quasi performance spingendolo a interagire con il luogo e i suoi silenzi.

Per il primo appuntamento sarà presentata una versione site specific di Mema Verma dell'artista ravennate Giovanni Lami, con un testo critico a cura di Leandro Pisano,curatore impegnato in diversi progetti afferenti l’aspetto estetico del suono e delle nuove tecnologie.
Mema Verma è uno studio sonoro mirato all’utilizzo acustico completo di un solo strumento, uno shruti box (strumento aerofono di origine orientale) principalmente usato senza emettere alcuna nota, ma campionando e processando l'elaborazione dei soffi, dei fischi e rumori generati dalle ance e dal corpo stesso.

Gli spazi e le opere saranno sempre attivi e fruibili, nelle giornate d'apertura del Cecilia, fino al 31 maggio. Nella stessa serata sarà inaugurato il secondo appuntamento dell'area Index, lo spazio dedicato agli artisti contemporanei lucani a cura della fondazione SoutHeritage ideato e coordinato da Lucia Ghidoni. Dopo la mostra di Valentina Ferrandes, l'area Index ospita la nuova installazione in situ di un giovane artista che vive e lavora in Basilicata, Gerardo Fornataro, fotografo che utilizzata la tecnologia digitale per una ricerca le cui caratteristiche superano e questionano i confini tipiche dell'analogico. Il progetto concepito per Index, attraverso una serie di giochi prospettici, si impone nella hall del centro Cecilia stimolando una nuova visione dell'intero spazio, grazie ad una installazione pensata e creata appositamente per la mostra.

lunedì 13 aprile 2015

Alfonso Filieri - Archivio internazionale del libro d'artista


 Alfonso Filieri - Archivio internazionale del libro d'artista 







Alfonso Filieri-operalibro-uccellopiccolo

OPERALIBRO
Le edizioni artein-orolontano e la loro presenza, tra parola ed immagine, testo poetico e lavoro grafico-pittorico, in forma di libro, a tiratura limitata, testo stampato tipograficamentee disegni originali eseguiti a mano, numerati e firmati dagli autori. Le edizioni artein mostrano se stesse, sono "mostre portatili " come le ha definite F. Vincitorio. Per questo se I'operazione dell'artista è mostrare e comunicare, passando attraverso un'avventura di parole o di immagini, "un viaggio per luoghi non ancora conosciuti" (Alfonso Filieri) esse si mostrano "viaggiando di mano in mano e di luogo in luogo e vengono lette nel contesto scritto, ed in rapporto colloquiale con questo". (Biblioteca Nazionale di Parigi, rassegna “Cent livres d'artiste italiens” organizzata da M. Nannucci). Di loro si parla al plurale, non come opera collettiva, ma come opera concentrica, in cui gli autori si polarizzano attratti dal centro del tema o del titolo, senza mai coincidere con esso, e dal cerchio dell 'attrazione si staccano le operelibro con destinazioni diverse, “una catena di significanti”, una serie preziosa di elementi pagina, elaborate con " I'economia dello spreco" dove “I'impero dell'occhio e ella mano” " I'arte espressione dell 'uno" (A. B. Oliva) vengono sottoposti ad un'azione centrifuga, destino della comunicazione e del destinatario del messaggio diffusione " per contatto, come una malattia" (F. Menna). La forma del bordo del cerchio per contatto, lsola, contenitore nostalgico dell'uno, onnipotenza narcisistica del corpo proprio o del primo atto dell' esserci, la prima impronta dell'io; o il transbordamento per diffusione; acqua, aria, annegarsi o perdersi in infinite circonvoluzione e misurazioni degli elementi, carte mescolate, senza perdita di identità, ma nel suo ritrovamento dopo il viaggio, nell 'opera finita.

A partire dagli anni ottanta, nelle nuove tendenze nell’ambito del libro d’artista “Operalibro” è sinonimo di “attrazione”che lega al testo scritto i testi visivi, e gli uni e l’altro all’attivazione di uno specifico “contenitore” appositamente progettato, manualmente realizzato, in pochissime copie replicato. [...]
L’aspetto che viene approfondito e fatto oggetto di indagine è quello legato al recupero dell’artigianalità. Ogni fatto costitutivo del prodotto libro diventa oggetto di sperimentazione, smontaggio e ricostruzione: si lavora sulle carte, aumentandone o diminuendone la porosità con l’uso di cere, colle, solventi, si creano dissolvenze di colori con differenti tempi di immersione in acqua, si integra la parte stampata con interventi manuali, si sovrappongono le tecniche e i materiali. [...]
Sono affiancati connotati classici, dorso e copertina, mentre internamente è subito riscontrabile il frontespizio, burocratica elencazione di identità anagrafica dell’opera. Un supplemento verbale sotto forma di testo poetico completa il gioco di parole. [...] una scatola magica per poter scandire l’altra “teca”, la raccolta impaginativa sia del testo poetico, segni traccia a meccanici caratteri stampa, sia dell’”altro testo” a liberi segni traccia della mano, stesure di materiali diversi, mutevoli pannelli-pagina parietali da poter giostrare a piacimento.
Giuliana Zagra dal catalogo pubblicato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma "DUETTI D'AUTORE" Cinquant'anni di confluenze fra grafica e letteratura (ed. Colombo)

http://www.alfonso-filieri.it/



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