giovedì 9 dicembre 2010

Rupextre: i sensi del vuoto


dal 4/12/2010 al 8/12/2010

Rupextre: i sensi del vuoto

ARTERIA ASSOCIAZIONE D'ARTE E CULTURA, MATERa

Una residenza aperta ad artisti provenienti dalla Basilicata, dall'Italia e dall'estero che con i linguaggi dell'arte contemporanea dialogheranno con il territorio della Murgia Materana e dei Sassi di Matera. Videomakers, fotografi, artisti visivi, soundperformers, operatori culturali, studiosi del territorio, sfideranno i confini dei propri ambiti di intervento per mettere in tensione le proprie poetiche e aprirle alle suggestioni del territorio





A cura di ARTErìa Associazione d’Arte e Cultura - Matera 


Festival Multimediale delle Arti nell’ambito del VIVAVERDI XIV edizione 2010
Residenza per artisti, videomakers, soundperformers, operatori culturali e studiosi.

Indagare artisticamente le caratteristiche peculiari dell’habitat rupestre (morfologia, flora, fauna, clima, materie prime, risorse naturali) e delle comunità che lo hanno abitato per comprenderne la cultura e la storia, ricercando le tracce lasciate dall’uomo, cogliendone gli aspetti materiali, tecnologici ma anche spirituali, rituali ed artistici.

Per scoprire la cultura dello scavo, la sua storia, i segni della sua esistenza, le textures, le forme, le pitture, i vuoti, i pieni, la luce, il buio, il rapporto uomo-cavità, la gestualità, la lentezza, la spiritualità, l’impermanenza, la parsimonia. Migrare dalla urbanità verso la extraurbanità riscoprendo l’architettura rupestre, la cultura dello scavo, i sentieri della transumanza, seguendo le stelle, usando unità di misura dimenticate.

Dalla fotografia al cortometraggio, dalla video arte alla soundart, dal teatro al documentario, dalla performance alla installazione, per interpretare il VUOTO, emblema della cultura dello scavo, dei luoghi della Murgia e dei Sassi di Matera.
Rupextre è un evento culturale/sociale che unisce i diversi linguaggi dell’arte contemporanea e propone il territorio della Murgia materana e dei sassi di Matera come luogo di residenza e scambi interdisciplinari per artisti, filmmakers, documentaristi, operatori culturali e studiosi. Promosso da ARTEria Associazione d’Arte e Cultura di Matera, con il patrocinio della Regione Basilicata, del Comune di Matera, Parco della Murgia Materana, APT e la collaborazione di altre associazioni culturali.
“i sensi del vuoto”, il tema della prima edizione, sarà dedicato alla indagine del vuoto, emblema della cultura dello scavo distintiva dell’architettura rupestre.
RUPEXTRE è un progetto artistico che intende coinvolgere direttamente i partecipanti, facendoli incontrare e vivere l’ambiente rupestre del territorio extraurbano del materano, in tutta la sua dimensione ancestrale, ambientale, archeologica, paesaggistica, storica-architettonica e antropologica.
Determinare possibilità di lavoro interdisciplinare e di elaborazione di progetti comuni fra filmmakers, artisti visivi, soundperformers, autori e attori di teatro, operatori culturali, studiosi del territorio, studenti universitari di antropologia, etnologia ed ambiente, attraverso il superamento delle barriere disciplinari, che potrebbe indurre ad indagare delle opportunità creative inesplorate, nuovi livelli di comunicazione ed interazione multimediale.
1. La produzione culturale (arte visiva, cinema, teatro, musica, antropologia, studi ambientalistici, etc.) piuttosto che limitarsi a mirare alla realizzazione e fruizione di un evento espositivo o spettacolare preconfezionato, prevede di privilegiare l’esperienza comunitaria della residenza quale luogo di scambio di idee, informazioni e progetti e di elaborazione di lavori individuali o collettivi che verranno documentati e resi fruibili, in itinere, nei luoghi di produzione, ad un pubblico locale e per tramite di un sito telematico ad un pubblico internazionale. Coinvolgere il pubblico locale, in luoghi a loro familiari ma mai utilizzati per tali scopi, secondo modalità e tempi più flessibili rispetto agli orari di apertura di un museo o all’orario di un concerto o di una rappresentazione, offre una possibilità di “entrata” nella ricerca degli artisti e nelle loro modalità di lavoro che certamente potrebbe, almeno in molti casi, rappresentare un’esperienza conoscitiva più intensa ed importante della visita ad una mostra o dell’ascolto di un concerto.
2. Correlare la ricerca artistica alle caratteristiche del territorio in cui essa si sta elaborando, analizzando le caratteristiche storico-culturali, ambientali e sociali per rielaborarle artisticamente per tramite di modalità espressive contemporanee e sperimentali.
3. Organizzare momenti di comunicazione culturale (incontri, performance, esposizioni, proiezioni, pubblicazioni, convegni, concerti, spettacoli etc.) intorno ai risultati di tali confronti.
Il progetto prevede la partecipazione di artisti, provenienti dalla Basilicata dall’Italia e dall’estero. Ogni partecipante sperimenterà specifiche modalità di approccio ed analisi del territorio e della sua dimensione sociale giungendo a risultati differenziati che daranno nell’insieme un quadro articolato delle aree rupestri prese in esame. Ogni partecipante individuerà nell’ambito del macro-tema: I SENSI DEL VUOTO dei sotto temi: impermanenza, erranza e migrazione, nonché indagini specifiche e differenziate. 
RUPEXTRE, intende essere, oltre che un evento culturale di arte contemporanea, anche il trait d’union tra la terra lucana, residenza stabile/instabile, e i suoi abitanti, pertanto si rivolge ad un largo pubblico non solo lucano, ma anche nazionale e internazionale, che nel territorio lucano e soprattutto materano, trova un luogo adatto alla sperimentazione di nuovi rapporti fra l’individuo e l’ambiente e non solo.

Il progetto si svolgerà nel territorio del Comune di Matera attraverso la realizzazione di una residenza della durata di 6 giornate di esperienze, riflessioni e confronti, al termine delle quali i partecipanti - provenienti dall’Italia e dall’Estero - produrranno un progetto creativo da perfezionare e realizzare nei tre mesi successivi. I lavori prodotti saranno protagonisti di una esposizione pubblica che si terrà nella primavera del 2011.

Nei giorni della residenza i partecipanti riceveranno opportuni stimoli culturali diretti ad ampliare il loro abituale campo di intervento, a sollecitare confronti interdisciplinari e a perlustrare diverse teorie e pratiche di intervento culturale. Pertanto sono previsti interventi di studiosi ed esperti provenienti soprattutto dal campo dell’arte contemporanea e dall’antropologia.
Gli artisti unitamente ad altri operatori organizzeranno vari gruppi di lavoro e produrranno progetti creativi, possibilmente di carattere sperimentale, collocabili nell’ambito delle arti contemporanee, della soundart, del cortometraggio, della performance, della fotografia, della multimedialità, della videoarte, della installazione, dell’arte pubblica.

La formula della residenza, del confronto diretto, della progettazione congiunta e della produzione di audiovisivi ed altre forme espressive scandirà tutte le giornate del progetto Rupextre;
Le ore mattutine verranno utilizzate per le fasi di indagine e ricerca mentre nel pomeriggio, nella sede organizzativa verranno organizzati incontri, dibattiti, presentazione dei lavori, proiezioni, spettacoli, performance e confronti, con la partecipazione del pubblico.
I lavori si svolgeranno nel corso della mattinata dalle ore 10,00 alle ore 13,30 e nel pomeriggio dalle 16.00, si interromperanno verso le 22,00 per la cena che sarà consumata collettivamente.
Sono previsti 20 partecipanti, di cui 10 residenti in Basilicata, che saranno suddivisi in quattro gruppi di lavoro pluridisciplinari. Ciascun gruppo si comporrà spontaneamente e deciderà il tema di indagine, riferito sempre al titolo dell’edizione 2010: “i sensi del vuoto”.



Comitato scientifico 
Francesco Careri, (Roma), Francesco Marano (Matera), Eleonora Farina (Berlino), Michela Gulia (Roma) 
Esperti del territorio 
Franco Caputo (Matera), Gianfranco Lionetti (Matera), Michelangelo Camardo (Matera), 
Marco Pelosi (Matera), Luca Petruzzellis (Matera) 

Interventi di 
Ivan Bargna ( Milano), Francesco Faeta (Messina) Ferdinando Mirizzi (Matera), Vincenzo Padiglione (Roma), Giusy Checola (Lecce), Viviana Checchia (Birmingham UK), Anna Santomauro Bologna) 

Artisti ospiti 
Carlo Fatigoni (Perugia), Bruno Di Lecce (Berlino), Dino Viani (Chieti), Federico Faeta (Roma), Anna Rosa Di Lella (Roma), Andrea Facchi (Castelguelfo di Bologna), Angelo Sinigallia (Cisternino BR), Roberto Corradino (Bari), Paola Tripoli (Lecce), Angelo Riviello (Campagna SA) Dragan Culic (Sarajevo Bosnia) 

Artisti del territorio 
Dario Carmentano (Matera), Morena Tamborrino (Laterza TA), Massimo Lovisco e Carmen Laurino (Potenza), Luca Acito & Cinefabrica (Matera), Carlo Molinari (Santeramo, BA), Pino Lauria (Matera), Dario Carmentano (Matera), Pino Basile (Altamura BA), Eufemia Mascolo (Altamura BA), Gerardo Fornataro (Matera), Paolo De Santoli (Terlizzi BA


Biografie Partecipanti Rupextre Biografie Partecipanti Rupextre

Calendario 

Le attività dalle ore 16,00 alle ore 21,00 sono aperte al pubblico 

Venerdì 3 dicembre 
pomeriggio arrivo partecipanti e sistemazione in albergo 
ore 21,00 cena collettiva nella sede di ARTErìa 

Sabato 4 dicembre 
ore 10,00 incontro partecipanti presso la sede di ARTErìa 
ore 11,00 walking/talking per la città 
ore 13,30 – 16,00 pausa 
ore 16,00 presentazione di “RUPEXTRE i sensi del vuoto” 
ore 18,00 interventi 
ore 19,30 autopresentazione di tre artisti partecipanti 
ore 21,30 cena collettiva nella sede di ARTErìa 

Domenica 5 dicembre 
ore 09,00 visita al Parco della Murgia Materana 
cava della Palomba, chiesa rupestre della Madonna delle Vergini, belvedere di Murgia Timone, villaggio neolitico, chiese rupestri di Madonna delle Croci, Madonna delle Tre Porte, San Falcione e Sant’Agnese, Jazzo Gattini 
ore 13,30 – 16,00 pausa 
ore 16,00 costituzione gruppi di lavoro 
ore 18,00 interventi 
ore 19,30 autopresentazione di tre artisti partecipanti 
ore 21,30 cena collettiva nella sede di ARTErìa 

Lunedì 6 dicembre 
ore 09,00 visita agli insediamenti rupestri del villaggio Saraceno: insediamento agro-pastorale interamente in grotta, discesa al torrente, Villaggio Saraceno 
ore 13,30 – 16,00 pausa 
ore 16,00 tempo di lavoro 
ore 18,00 interventi 
ore 19,30 autopresentazione di tre artisti partecipanti 
ore 21,30 cena collettiva nella sede di ARTErìa 

Martedì 7 dicembre 
ore 10,00 visita dei Rioni Sassi e del Museo Archeologico Ridola 
ore 13,30 – 16,00 pausa 
ore 16,00 tempo di lavoro 
ore 18,00 interventi 
ore 19,30 autopresentazione di tre artisti partecipanti 
ore 21,30 cena collettiva nella sede di ARTErìa 

Mercoledì 8 dicembre 
ore 10,00 tempo di lavoro 
ore 13,30 – 16,00 pausa 
ore 16,00 presentazione dei lavori di gruppo 
ore 18,30 tavola rotonda Rupextre: I Sensi del vuoto 
ore 21,30 festa di chiusura residenza nella sede di ARTErìa con performances di vario genere e proiezioni 

Giovedì 9 dicembre 
partenza dei partecipanti verso i luoghi di provenienza 

Con il patrocinio di 
Regione Basilicata, Comune di Matera, APT Basilicata 
In collaborazione con 
Artezeta, Matera - Faticart , Perugia - Amnesiac Arts, Potenza - Spazio Utopia, Campagna (SA) - Associazione Cinefabbrica, Matera - Ethnodoc, Matera - Reggimento Carri Bari - Geologika Colletiva 
Con il contributo di 
Residence San Giorgio, Matera - Il Piccolo Albergo, Matera - Ostello LA TENDA, Matera 

http://www.arteriamatera.it 


ARTErìa 
vico XX Settembre, 2 Matera



giovedì 9 settembre 2010

Spazio Utopia - GIORNATA DEL CONTEMPORANEO - 9 ottobre 2010



UTOPIA CONTEMPORARY ART - VISIONI FUTURE
Via Arc. Carmine Cesarano,17, 
Città di Campagna (Salerno) T: 392.530.88.70 - spazioutopia@gmail.com http://utopiacontemporarya
rt.blogspot.com/

ACQUA – LA CHIENA

Rassegna Internazionale dell’Acqua – La “Chiena” – Arte Pubblica in Italia dal 1982-85, nel recupero e nella trasformazione della “Chiena” del fiume Tenza, da utilizzo sociale, per un'antica economia locale e per pulire le strade della città (ormai in disuso),  ad opera d’arte, da un'idea progettuale di Angelo Riviello, le cui acque vengono deviate, nel centro storico della Città di Campagna. Ci sarà una breve deviazione simbolica delle acque del fiume Tenza, nel primo pomeriggio (ore 14.30/15), mentre le opere più significative di Mail Art e di Video Art delle ultime quattro edizioni della “Rassegna Internazionale dell’Acqua – La Chiena”, saranno in visione del pubblico - 9 ottobre:Giornata del Contemporaneo - Dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 21.00.


Tutti gli artisti, che hanno aderito alle ultime quattro edizioni, hanno inviato lavori di qualità eccellente, molto significativi e coinvolgenti, sia sul piano emotivo-sociale che estetico, in base ad una propria peculiarità di ricerca espressiva.
La selezione avviene sempre e comunque, come fatto consequenziale di una sorta di creatività interna espositiva...



AMACI ha scelto il 9 ottobre 2010 per il grande evento dedicato all’arte contemporanea e al suo pubblico: la Giornata del Contemporaneo, quest’anno alla sua Sesta edizione .

Con l’edizione 2010, AMACI si propone di incrementare il numero degli aderenti e di potenziare l’azione locale dell’Associazione e dei Musei associati, al fine di incentivare lo sviluppo del tessuto culturale territoriale.

Porte aperte gratuitamente in ogni a
ngolo del Paese, per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che regalerà al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea.

Anche quest’anno, la Direzione Generale il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, accanto alle più importanti istituzioni italiane, rinnova il suo sostegno ad AMACI e alla manifestazione, siglando la Giornata e tutti i suoi eventi.

AMACI invita tutte le realtà del settore a prendere parte all’iniziativa.
Per qualsiasi informazione: giornatadelcontemporaneo@a
maci.org http://amaci.org/g_d_c_eventi.asp


sabato 28 agosto 2010

Azione Fare Memoria - ACQUA e FUOCO - Veglia e Voglia Catartica - La Chiena





Azione Fare Memoria - ACQUA e FUOCO - Veglia e Voglia Catartica - La Chiena - All'alba del giorno dopo - The Day After Tomorrow.

“...Campagna (la civitas campaniae) è troppo piccola perché molti altri si accorgono dell’eventuale fallimento del suo spazio simbolico, ma è anche abbastanza grande perché questa piccola impercettibile catastrofe risuoni di eco in eco sommandosi alle valanghe di azioni mancate, peccati di omissione culturale cui è sempre troppo tardi rimediare...” (Rino Mele, 1985 )

Resistenza
non significa restare in silenzio
(nella Città della Memoria, dei Giusti e della Pace...nella città esorcista, dell'acqua e del fuoco, nella città di Caramuel e di Giordano Bruno, di Melchiorre Guerriero e di Giulio Cesare Capaccio...e di Giulio Romano che la ridisegnò in pieno rinascimento...e infine nella città di Ciardullo capo-brigante)

Iniziativa in espansione, promossa dall’Associazione Culturale “Canti, Suoni e Segni del Mediterraneo" e dall’Associazione "Giordano Bruno", a cui si è affiancato "Spazio Utopia Contemporary Art"(con la speranza di vedere altre adesioni, per una lunga lista di partecipanti), si organizza una notte-veglia catartica (29 e 30 agosto) all'insegna dell'Acqua e del Fuoco nel ricordare Giordano Bruno...per rivendicare autonomia alla libertà di pensiero, alla cultura e alla libera ricerca artistica e scientifica...lontana dai tagli e dalle sopraffazioni e per dirla con il filosofo nolano:" dall'ignoranza di ogni autorità religiosa, politica, civile ed accademica che negano qualsiasi manifestazione dello spirito..."

Si tratta di un evento aperto, un libero sfogo alla creatività, di un momento culturale unitario, urlato, sommesso, trasgressivo, garbato, elegante, raffinato, provocatorio, e "chi più ne ha più ne metta", nella diversità dei linguaggi e nell'obiettivo comune di ribadire autonomia alla cultura e all'arte, a cui si è invitati, non per assistere passivamente, ma per partecipare attivamente con una propria creatività (performances, musica, declamazioni, video, danza, teatro, happening e nel coinvolgere il pubblico nell’acqua della Chiena e nel Fuoco dei Fucanoli)
Un invito a tutte le realtà culturali più significative del Territorio Campano e di altre Regioni italiane: associazioni culturali no profit; personalità del mondo dell’arte e della cultura; artisti visivi (pittori, fotografi, performers; poeti; musicisti; gruppi di teatro, gruppi musicali, teorici; filosofi; critici d’arte; curatori; giornalisti; scrittori; storici; attori; registi, coreografi; scenografi; danzatori; video-maker e tutte quelle professionalità (tecnici delle luci, fotografi di scena, sceneggiatori, produttori, ecc.) che girano intorno alle attività dello spirito, della cultura, dell'arte, dello spettacolo….….

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HANNO ADERITO
Rino Mele (Università di Salerno), Dora Liguori (U.N.A.M.S.), Argilla Teatri, Adriana Maggio, Immacolata Volzone, Vito D’Agostino, Vito Maggio e Gelsomino D’Ambrosio (video), Vito Maggio e scolaresca (video), Santa e Gelsomino Fezza, Giovanni De Angelis (ass. Lex-Icon), Tonino Panico e Siro Scena, Abramo Del Giorno (Banda musicale Città di Campagna “S. Antonino”), Andrea Di Bianco, Gerardo Giugliano, Giuseppe Moscato (ass. Fare Musica), Angelo Riviello (Associazione Utopia Contemporary Art), Angelo Riviello (video- Giordano Bruno e 
Giovanni Paolo II), Alessandro Sessa, Antonella Nigro, Luca Guardabascio, Maria Rosaria Salito, Vito Caponigro, Aurora Cubicciotti, Antonio Salito, Patrizio e Gabriele Remolino, Mario Velella, Alessandro Naimoli...

N.B. L’elenco non è ancora completo essendo in attesa di altre adesioni.

Calendario:

AZIONE FARE MEMORIA
nella Città della Memoria, dei Giusti e della Pace
con l’acqua della “Chiena”
e col fuoco dei “Fucanoli”

CITTA’ DI CAMPAGNA
Piazza Teatro
Domenica 29/Lunedì 30 Agosto 2010

PROGRAMMA "FLUTTUANTE "APERTO ALLE ALTRE REALTA’ CULTURALI
Domenica 29 Agosto
Saranno distribuiti volantini a cura di Spazio Utopia Contemporary Art, con l’elenco degli artisti, da ringraziare, che nell 1985 (anno decisivo post-terremoto), hanno contribuito in modo determinante, con la loro creatività a far recuperare l’ex Convento di San Bartolomeo dei Frati Domenicani (dove compì il noviziato Giordano Bruno e celebrò la prima messa nella Chiesa di S.Bartolomeo), per farne un "Museo Vivo" e non un "Cimitero", a spettacolarizzare e a trasformare la “Chiena” in Opera d’Arte.

N.B. i volantini a stampa saranno anche affissi nei punti strategici.

Ore 21,00: Inaugurazione Mostra: "IL NOSTRO BEL PIANETA"
di Nando e Carmine Rosamilia
Ore 24,00: Incendio delle Opere

N.B. Dalle ore 22 in poi, i momenti saranno letteralmente free, dove è possibile fare di tutto, ci possono essere altre mostre, declamazioni di poesie, riflessioni, concerti, interventi vari creativi, passeggiate lungo il fiume Tenza con libertà individuale e collettiva, all’insegna però, del buon gusto e della gioia di vivere…

Lunedì 30 Agosto

Ore 0,00/5,00: Veglia Catartica
Ore 00.15 Proiezione video documentario: “GIORDANO BRUNO FILIPPO e PAPA GIOVANNI PAOLO II
di Angelo Riviello – Produzione Utopia Contemporary Art, 2008/2010
Ore 00,30 Proiezione di un film corto: "DISMOFORBIA", di Luca Guardabascio
Ore 00,45 Proiezione video "HOMO CAMPANUS INFELIX IN CAMPANIA FELIX", di Giovanbattista De Angelis, a cura del Movimento Lex-Icone (Aurora Cubicciotti, Donato Linzalata. G.B. De Angelis)
Ore 5,30: “Chiena” purificatrice, con vari interventi creativi, azioni e performances nell'acqua, in completa autogestione (concordata con i promotori)
Dalle ore 21 del 29 agosto, alle Ore 6,00 del 30: Cornetti caldi nella Città e panini caldi con broccoli, salsiccia e melenzane alla parmigiana e poi vino e birra a volontà
Ore 7,00: Traslazione delle Ceneri nel Museo (Luogo) della Memoria

p.s. i volantini invece non si bruceranno, resteranno a documentazione permanente nei nostri archivi...altri invece bruciacchiati, rientreranno, tra le ceneri, nella traslazione al Museo.

giovedì 26 agosto 2010

RINCORRERE PAROLE D'ACQUA- EVA RACHELE GRASSI-ERMANNO ANGELO SENATORE-CA...



Ripercorrendo il percorso dell'acqua come creatività, 1982-1988 - Intervento Rassegna dell'acqua -La Chiena a cura di Angelo Riviello - Campagna, VII edizione post sisma 1988 - Video di Eva Rachele Grassi e Angelo Ermanno Senatore - Un reperto quasi da cineteca sulla "Memoria dell'Acqua".


Retracing the path of water as creativity, 1982-1988 - Speech Review The water-Chiena by Angelo Riviello - Campagna City, seventh edition after 1988 earthquake - Video Eva Rachele Grassi and Angelo Ermanno Senatore - An exhibit almost cinematheque on the "Memory of Water".

"Museum: all-over" / "Museo: ovunque"




Lulu Lolo...con Ben Patterson (Fluxus) e altri "nella Polvere di Genova"...a cura di Sean Miller del Jema - John Erickson Museum...dopo la Polvere della Città di Campagna nella XXVI Rassegna dell'Acqua del 2008  - La Chiena - "S.O.S. Emergenza"...a cura di Spazio Utopia ContemporaryArt.

L'ultima delle polveri raccolte da Lulu..riguarda la città di Le Mans in Francia,  a cura della Ghost Art Gallery nel mese di aprile scorso, in collaborazione con Spazio Utopia...


Lulu Lolo ... Ben Patterson (Fluxus) and other "in the dust of Genoa ... edited by Sean Miller Jema - John Erickson Museum ... after the dust of the city's Water Campagna in Review XXVI 2008 - La Chiena - "SOS Emergency" Spazio Utopia ContemporaryArt.The last of the dust collected by Lulu .. for the city of Le Mans in France, by the Ghost Art Gallery during the month of April, in cooperation with Spazio Utopia ...

mercoledì 11 agosto 2010

Rassegna Internazionale dell’Acqua . La “Chiena” – XXVIIIa edizione

Dopo Facebook, anche sul nostro blog:
http://www.facebook.com/?tid=424658038617&sk=messages#!/event.php?eid=131597706867236&ref=mf


Rassegna Internazionale dell’Acqua . La “Chiena” – XXVIIIa edizione 
Le Porte dell’Arte – Le Porte dell’Acqua 
18  luglio / 16 agosto 2010
The Doors Art - The Water Gate
July 18/ August 16, 2010

Intergenerazionale, Interdisciplinare e Multimediale
Intergenerational, Interdisciplinary and Multimedia

Le date della "Chiena" nella deviazione delle acque del fiume Tenza, avverranno, come consuetudine (presumibilmente) dal 20 luglio in poi, nei giorni di sabato e domenica, organizzata dal Comune di Campagna in collaborazione della Pro Loco.

N.B. Non appena verranno comunicate le date precise, saranno tempestivamente pubblicate.

The dates of "Chiena" in diverting the river Tenza, will take place, as usual (supposedly) from July 20 onwards on Saturday and Sunday, organized by the Municipality of Campagna in collaboration with the Pro Loco.

N.W. As soon as exact dates will be announced, will be promptly published

Direzione Artistica / Artistic Direction: Cataldo Colella
Coordinamento / Coordination: Angelo Riviello
Organizzazione / Organization: Utopia Contemporary Art e Visioni Future.

Patrocinio MBAC - Ministero Beni Culturali, Comune di Campagna
Patronage MBAC - Ministry of Cultural Heritage, City of Campagna

Facendo “Acqua da tutte le parti”, come negli altri anni, nell’edizione di quest’anno, sul tema dell’Acqua, affrontata in piena libertà creativa a 360°, si prevedono possibili Performances (autogestite in blitz) nell’acqua e con l’acqua della Chiena del fiume Tenza, lungo le strade della città; una Mostra-Laboratorio site specific e le due sezioni di Mail Art (Arte Postale) e di Video Arte, sul tema molto ampio e imprevedibile dell’acqua con tutte le sue problematiche e contraddizioni, come conseguenze di scelte politiche, che si ripercuotono nel sociale, sull’ambiente, sugli usi e costumi, di questo bene fondamentale per la vita dell’uomo sulla terra, continuamente minacciato dai tentativi di privatizzazione per i soli fini speculativi, di un bene collettivo di prima necessità, che unitamente al debito pubblico, ha già messo in ginocchio interi paesi del terzo mondo…

Per la prima volta si prevede una mostra dedicata ad una disciplina della cosiddetta “arte minore”: la ceramica…”quando l’acqua entra nei forni…e ritorna nel suo alveo naturale tra le acque sorgive di uno spazio dedicato all’arte del presente e ubicato sulle sponde del fiume Tenza, una volta luoghi di Cartiere, Mulini, Pastifici e Creterie, che la terribile scossa del terremoto del 23 novembre 1980, ha definitivamente cancellato, lasciandoci solo il canale dell’acqua per pulire le strade della città”.

By "water everywhere", as in other years in this year, the theme of Water, discussed in full creative freedom to 360 °, providing possible performances (self-managed blitz) and water with the water of the river Tenza Chiena along the city streets, a site-specific exhibition-workshop and the two sections of Mail Art (Mail Art) and Video Art, on very large and unpredictable water with all its problems and contradictions, and consequences of policy choices, which has repercussions in the social environment, uses and customs, this fundamental good for the life of man on earth, continually threatened by privatization efforts only for speculative Of a collective good of first necessity, which together with debt, has already brought to its knees whole third world countries ...

For the first time you plan an exhibition dedicated to a discipline of so-called "minor art" ceramics ... "when the water enters the furnace ... and back in its bed between the natural spring waters of an area dedicated to this and situated on the banks of the river Tenza, once places of cards, Mills, Pasta and Creterie, the terrible shock of the earthquake of November 23, 1980, has completely removed, leaving only the channel water to clean the streets. "

Luoghi espositivi: Spazio Utopia Contemporary Art e altri Spazi pubblici e/o privati della città di Campagna – Salerno - Italy
Le possibili Performances, saranno legate all’Acqua, sia del fiume Tenza che della Chiena durante le deviazioni programmate del fiume, a partire dal 20 luglio in poi (ogni sabato e domenica - dalle ore 15 alle 16,30)

Exhibition spaces: The Spazio Utopia Contemporary Art and other public spaces and / or private city Campagna - Salerno - Italy
Possible Performances will be linked to water, whether river Tenza that the Chiena during the planned river diversions, from July 20th onwards (every Saturday and Sunday - from 15 to 16.30)

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Mostra di Mail Art - 24 luglio, ore 21 / July 18, at 21
Luogo / Location: Spazio Utopia

Artisti che hanno aderito – Participating Artists:
Alfonso Caccavale, Giuliana Bellini, Luigi Berrettini, Gerardina Busillo, Florian Canovas-Virly, Thomas Cappuccio, Marina Cavaniglia, Emanuela Comparetti, Laura Sheren Cristin, Loredana D’Argenio, Caterina Davinio, Pina Della Rossa, Peppe Esposito, Salvatore D’Imperio, Maria Gagliardi, Sergio Gioelli, Eva Rachele Grassi & Angelo Ermanno Senatore, Lulu Lolo, Ruggero Maggi, Alberto Magrin, Maria José Marques Silva, Gerardo Marzullo, Keiichi Nakamura, Eleonora Picariello, Veronique Pozzi, Angelo Riviello, Roberto Scala, Domenico Severino, Giovanni and Renata Strada DA DA Ravenna, Luigi Montefoschi, Yun-Jung Seo, Sergio Tedeschi, Claudio Valentino, Salvatore Vargas, Rosanna Veronesi,

Festival Video Art- 24 luglio ore 21 / July 24, at 21
Luogo / Location: Spazio Utopia

Artisti che hanno aderito - Participating Artists:
Luca Acito, Vincenzo Ceccato, Herve Constant, Marò D’Agostino, Caterina Davinio, Giovanbattista De Angelis, Carlo Leoni, Eva Rachele Grassi & Angelo Ermanno Senatore, Alberto Magrin, Angelo Riviello & Liberato Mastrangelo

Mostra Laboratorio Site Specific - Laboratory show Site Specific: Le Forme dell’Acqua - Water Forms - 25 luglio ore 21 / July 24 at 21
Luogo / Location: Spazio Utopia
Enzo Perinzano



N.B.
La Mostra Laboratorio Interdisciplinare, Site Specific:  programmata per il 4 agosto, 2010, per motivi tecnici e logistici, l’opening avverrà alle fine di settembre 2010

Possibili Luoghi / Possible Locations: Chiesa dell’Annunziata - Ex Convento delle Clarisse-Palazzo Tercasio (Istituto Magistrale), l’Ex Convento degli Agostiniani  (Palazzo Municipale).
p.s. aspettiamo conferma di uno dei luoghi sopraindicati, per comunicare la data e l'ora in tempo utile

Artisti
Dario Carmentano, Teresa Cetani, Bruno Di Lecce, Gerardo Fornataro, Carmen Laurino, Angela Laurino, Massimo Lovisco, Marcello Mantegazza, Arcangelo Moles,  Antonietta Montemurro,  Gianfranco Presta, Angelo Riviello 

Spazio Utopia
Via Arc. Carmine Cesarano, 17
84022 Campagna (SA) ITALY


 Per informazioni sulla Rassegna / 
For information on Review
Tel.392.530.88.70 - 338.28.000.73

http://utopiacontemporaryart.blogspot.com/
http://www.facebook.com/group.php?gid=51742504904&ref=ts#!/group.php?gid=51742504904&v=info


Per informazioni dettagliate sulla Chiena, che pulisce il Corso principale della città, contattare il Comune di Campagna:
info@comune.campagna.sa.it
Tel. 0828/241200

For detailed Chiena, wiping the main street of the city, contact the City of Campagna:
info@comune.campagna.sa.it
Tel 0828/241200

domenica 4 luglio 2010

I Luoghi della Memoria:La "Chiena" recuperata nel 1982 e nel 1985 trasformata in opera d'arte

di Angelo Riviello Moscato

Impianto grafico con foto di copertina di Angelo Riviello - Copertina (nella variante) di Gelsomino D'Ambrosio, utilizzando anche il logo del Civico Museo come elemento grafico-decorativo, disegnato da Angelo Riviello, 1985/87

Impaginazione grafica di Angelo Riviello, 1985

Fontana di Via Giudeca, 1982 - Foto di Angelo Riviello (la prima foto storica che ha pubblicizzato la "Chiena"
recuperata nel 1982,  da un progetto dello stesso Riviello, per trasformarla in opera d'arte, e spettacolarizzata a livello nazionale nel 1985 con l'a collaborazione degli "Amici del Museo" e soprattutto da un folto gruppo di  artisti contemporanei)

La “Chiena”, recuperata nel 1982, da un’idea progettuale di Angelo Riviello (artista interdisciplinare e multimediale - studi di scenografia all'Accademia di Belle Arti di Roma) e trasformata in opera d’arte, a cavallo tra il 1982 e il 1985, grazie ad una situazione interna di base, ma soprattutto, per la creatività riscontrata e alla qualità delle operazioni di intervento nell’acqua, nella collaborazione di numerosi artisti, coinvolti con un invito aperto, provenienti da ogni parte d’Italia, senza i quali era impossibile che tutto ciò avvenisse.

n.b. Nel 1982, ci fu un primo esperimento riuscitissimo, a cura di Angelo Riviello, con musiche scelte da Vito D'Ambrosio e Gelsomino Fezza. Nel 1983 ci fu solo una mostra di artisti locali sul tema dell'acqua nel costituendo Museo di San Bartolomeo. Nel 1984, ci fu un altro esperimento non riuscito con un teatro di strada a cura di Vincenzo Altieri e gli Amici delTeatro. Nel 1985 invece ci fu il decollo definitivo alla grande, come Chiena-Kermesse Nazionale, d'Arte Contemporanea.

Segue un elenco degli artisti che aderendo all’idea progettuale (individualmente o in gruppo) e recandosi nella Città di Campagna nel 1985, fecero parte attiva di tale situazione, con laboratori, interventi e azioni nell’acqua, con performances, teatro di strada, musica, proiezioni video, installazioni e ambientazioni. Un libro-catalogo, (edito nel mese di gennaio del 1987 dalla Tipografia Boccia di Salerno, per conto del Comune di Campagna), documenta l’intera operazione, con testi di Angelo Rivello (artista e curatore), Enzo Di Grazia (critico d'arte e curatore), Rino Mele (docente cattedra dello spettacolo all'Università di Salerno), e un breve racconto (atipico) di Alan Frenkiel (scrittore d'arte e traduttore per l'Enciclopedia Treccani). In calce, un altro brevissimo racconto, del giovane esordiente (scrittore e traduttore, con l'hobby della politica) Vito Maggio.

Gli artisti:
Salvatore Anelli (Cosenza), Pasquale Anzalone (Eboli-SA), Antonio Baglivo (Salerno), Elsa Boero (Genova), Francesco Bonazzi (Verona), Ilaria Bona (Bari), Lucia Buono (Bari), Giovanni Canton (Salerno), Camillo Capolongo (Cicciano – NA), Lorenzo Cleffi (Salerno), Gaetano Nicola Cuccaro (Picerno – PZ), Gelsomino D’Ambrosio (Salerno), Fausto De Marinis (San Martino Buon Albergo – VR), Vincenzo Epifani (Roma), Maria Pia Fanna Roncoroni (Treviso-Milano), Alfonso Filieri (Roma), Pina Fiori (Macerata), Franco Flaccavento (Cosenza), Nicola Frangione (Monza), Giorgio Gallotta (Eboli-SA), Giancarlo Gelsomino (Genova), Riziero Giunti (Venezia), Rosa Greco (Salerno), Pino Grimaldi (Salerno), Pina Guida (Capaccio Scalo – SA), Elisabetta Gut (Roma), Angela Hart O’Brien (Prato), Giovannastella Lanocita (Praiano-SA), Ruggero Maggi (Milano), Anna Malapelle (Verona), Patrizia Marchi (Praiano-SA), Mariano Mastrolonardo (Napoli), Alessandro Mautone (Praiano-SA), Gisella Meo (Roma), Cristiana Moldi Ravenna (Venezia), Emilio Morandi (Pontenossa – BG), Gutte Norrild (Praiano-SA), Giuseppe Onesti (Spilimbergo-PD), Gerardo Palmieri (San Cipriano Picentino- SA), Sergio Pavone (Genova), Gloria Giovanetti Persiani (Roma), Vincenzo Pezzella (Milano), Antonella Pierno (Bari), Lisa Pintucci (Bari), Giuseppe Pipoli (Bari), Antonio Porcelli (Genova), Angelo Riviello, Alba Savoi (Roma), Vittorio Scarpa (Eboli-SA), Beppe Schiavetta (Savona), Vito Sersale (Milano), Rosario Vairo (Capaccio Scalo-SA), Rosanna Veronesi (Milano), Enrico Viggiano (Napoli), Donato Vitiello (Praiano-SA), Anna Zeppieri & Riccardo Bergamini (Roma).
Gruppi:
Cooperativa “Teatro – Lavoro” (Venezia), Teatro Sperimentale “Il Candeliere” (Salerno),.

Situazione interna:
Armando Aiello (pittore), Gino Aiello (fotografo), Nino Aiello (pittore), Arturo Busillo (pittore), Giuseppe Busillo (scultore), Liberato Capaccio (fotografo), Felice Capaccio (fotografo), Antonio Caponigro (Amici del Teatro), Guido Carpentiere (pianista), Antonio Corsaro (fotografo), Emilio D’Amato (fotografo), Vito D’Ambrosio (fotografo-musicista compositore), Giovanbattista De Angelis (pittore), Gelsomino Fezza (fotografo-musicista), Lucio Ganelli (disegnatore), Pompeo Ganelli (fotografo), Daniele Gibboni (violinista), Angelo Giordano (scultore), Lino Iuorio (fotografo), Vito Maggio (scrittore-traduttore), Olga Mirra (pittrice), Pasquale Perruso (pittore), Maurizio Ulino (disegnatore-storico).

Gruppo interno promotore “Amici del Museo”, confluiti poi, in gran parte  nell'Associazione "Giordano Bruno", promossa e fondata, insieme agli altri, da Angelo Riviello: Ruggiero Bignardi, Liberata Cerrone, Antonio Corsaro, Vito D’Ambrosio, Bruno D’Agostino, Vito D’Agostino, Dante De Chiara, Gelsomino Fezza, Vito Maggio, Sandra Mirra, Maria Rosaria Polisciano, Angelo Riviello, Lliana RuggiaBerardino Stabile, Antonino Valente, Mario Velella.

Consulenze e riferimenti "esterni": Alfonso Tafuri (Italia Nostra di Salerno); Gelsomino D'Ambrosio & Pino Grimaldi (Studio Segno, poi Segno Associati); Angelo Trimarco (Università di Salerno - Storia della Critica d'arte); Rino Mele (Università di Salerno - Cattedra dello Spettacolo); Massimo Bignardi, (ai tempi, assistente di Enrico Crispolti all'Università di Salernoper l'edizione 1987 della Chiena "Ambiente come Scultura"; Antonio d'Avossa (ai tempi come assisternte di Angelo Trimarco all'Università di Salerno); Ugo Di Pace, fotografo e giornalista; Antonio Castaldi, giornalista de "Il Mattino" di Salerno.

Referenze fotografiche: Angelo Riviello



Rassegna Internazionale dell’Acqua-La “Chiena”: Le Porte dell’Arte, Le Porte dell’Acqua (una situazione per uscire dall’isolamento artistico-culturale, tra occupazione, riflessione, provocazione, trasgressione, recupero, ricerca e continuità)

Angelo Riviello Moscato, aprile 2004
Riveduto e corretto nel 2007

Mi viene da dire, come dichiarò una volta, Achille Bonito Oliva, debuttando in un convegno sul tema (mi pare)“Arte Contemporanea nel bacino del Mediterraneo”, al Museo d’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato, del 1988: “...io sono il fautore e il teorico della Transavanguardia...”. Chiaramente, se non avesse avuto gli sponsor, riferimenti precisi e stima profonda nel mondo dell’arte in qualità di “critico militare”, come amava definirsi, e come alleati, soprattutto gli artisti, suoi collaboratori, bravi ad esprimere e a rendere visibile, soprattutto attraverso il recupero di una manualità come la pittura, la sua teoria, il suo pensiero, la sua idea progettuale (alcuni dicono la sua scommessa), sarebbe stata per lui, solo una teoria...un desiderio represso…da realizzare...un’utopia...una scommessa né persa e né vinta: una scommessa mancata! Anche lui non sarebbe passato alla Storia, ma alla Geografia (tanto per citare una sua provocatoria, ironica e felice dichiarazione, rivolta a quei critici d’arte, che non allineandosi con lui, forse vittime di una gelosia nei suoi confronti, fino a renderli “impotenti”, non sapevano fare altro che “criticarlo”, in modo patetico, senza la forza e l’”inventiva” di differenziarsi creando un progetto alternativo). Grazie alla sua genialità, intelligenza, intraprendenza e convinzione, però, che gli sponsor, i riferimenti precisi nel mondo del sistema dell’arte e gli artisti, che collaborarono, vinsero la scommessa, con un  ritorno di immagine all’insegna di un successo globale clamoroso, conquistando finanche gli Stati Uniti d’America (trasformandosi da Transavanguardia Nazionale a Internazionale), che fino ad allora, dagli anni 50 in poi, con l’Action Painting, e poi negli anni 70 con la Minimal Art, la Land Art (o Arte Ecologica), l’ Arte Concettuale, ma sopratutto con la Pop Art negli anni 60 (grazie al ricco collezionismo privato statunitense nei confronti di una ricerca artistica di punta, nata dalle radici delle avanguardie storiche europee, rappresentate da una buona parte di una prima ondata di artisti che per sfuggire alla 1^ guerra mondiale e poi alla persecuzione nazista, prima della 2^ guerra mondiale, dopo essere stati definiti “degenerati” dal regime hitleriano, si rifugiarono negli U.S.A, tanto da trasferire la denominazione di capitale dell’arte contemporanea, dalla mitica Parigi a New York), esercitavano anche nel mondo dell’arte, una politica di “imperialismo culturale”, e l’Europa, riusciva solo ad esprimere singole personalità, come Lucio Fontana, Alberto Burri, Jean Fautrier, Antoni Tapies, Jean Dubuffet, Francis Bacon, Yves Klein, Piero Manzoni, Joseph Beuys, fino a De Dominicis (che aveva paura dell’aereo per recarsi a New York) etc., e alcuni movimenti come l’Arte Cinetica, il Nuovo Realismo di Pierre Restany e la Pop Art Romana detta anche la “Pop Art del Vicolo” negli anni 60 e L’Arte Povera negli anni 70 di Germano Celant,  che ebbe la sua consacrazione agli antichi Arsenali di Amalfi, nel 1968, da parte di due giovani collezionisti salernitani, Marcello e Lia Rumma, che all’epoca sponsorizzarono altre significative mostre, a cura di Renato Barilli, Filiberto Menna, Alberto Boatto, Angelo Trimarco e lo stesso Celant.
La “Chiena”...il recupero. Un recupero etnico-ecologico e affettivo. Il recupero di una memoria individuale e collettiva in loco, da far conoscere fuori dalle “quattro mura di casa”, da far riconoscere come Bene universale, come patrimonio dell’umanità. Il recupero di una identità antropologica, storica ed ecologica, subito dopo il tragico sisma del 23 novembre 1980, in cui si pensava a tutto, tranne che salvaguardare noi stessi, il nostro passato, per un nostro futuro attraverso i nostri beni, per produrre positività...per produrre ricchezza, scardinando i luoghi comuni e le inconsapevoli rassegnazioni, fuori dalla consuetudine, fuori dal non usuale...provocando, a volte anche con durezza, il potere vigente. La Creatività contemporanea, al servizio di un evento di antica origine da spettacolarizzare con l’Arte, in una città del Sud Italia...in un territorio, quello dell'entroterra salernitano, ricco di Storia e di Segni, dimenticato da troppi lunghi anni, che chiedeva aiuto...che aveva bisogno di rinascere a nuova vita.
Un argomento questo che rientrava di pertinenza, nella  poetica di un artista, che come me  lavorava ("strafottendosene", a quei tempi, del mercato dell’arte e del “segno” personale e soggettivo che rincorrevano i luoghi deputati dell’arte di mezzo mondo) utilizzando ogni mezzo artistico, in modo interdisciplinare, dalla fotografia al cinema, dalla pittura all’installazione scultorea e sculto-architettura, all’ambientazione e all’arte comportamentale, come conseguenza di un’idea e di un contenuto, fin dal 1975 sulla Memoria...sulle Radici…e sulla Realtà.  Poetica testimoniata da una collettiva tenuta nel 1976 al Palazzo della Permanente di Milano, con un lavoro peculiare, dove esposi la pagella scolastica con foto ricordo di classe (1975-76), dal titolo “Operazione Mnemonica Passiva” e due mostre personali tenute a Salerno, alla Galleria Taide, la prima nel 1978 (dal titolo “Affetti”) e la seconda nel 1981 (dal titolo “godardiano”,“Due o Tre Angoli di Casa” ), a parte le frequentazioni assidue nella Galleria di Luciano Inga-Pin a Milano (la Galleria, che organizzò la prima personale italiana di Marina Abramovic), dal 1975 al 1978 (e poi saltuariamente negli anni 80), che in minima parte conosceva il mio lavoro (dove conobbi anche Mimmo Paladino, parlando di amici in comune di Salerno), dove poi più tardi, lo stesso Luciano, mi invitò a “dipingere”. Avrei potuto anche farlo, ritornando sul segno dei miei 18 e 19 anni, ma con molta eleganza “rifiutai”, rivendicando una mia indipendenza artistica e creativa. Oggi come oggi, dopo aver pagato lo “scotto” del “rifiuto”, non so se ho fatto bene o se ho fatto male, a dire “no” a Luciano Inga Pin, che io consideravo e considero anche un amico. Fatto sta, che ho continuato, in modo costante, come tanti altri artisti “dissidenti” nei confronti del sistema mercantile dell’arte, tra mille difficoltà e mille dubbi, a svolgere con dignità e creatività, un mio lavoro in Italia (e non al Polo Nord), anche nell’interesse della Comunità, in provincia di Salerno, in cui sono nato.    
 Nei film, grazie anche alla conoscenza del regista, teorico e poeta Raffaele Perrotta e del film-maker (operatore poi di Vittorio De Seta) Federico Bruno (collocandosi nella ricerca tra un Cinema Indipendente-ex Underground e un Cinema d’Artista), fra gli altri (girati tra il 1975 e il 1976, con montaggio diretto in macchina e con pochi spiccioli, ricavati dalla vendita “in bicicletta” dei libri Einaudi a rate, a Milano), nel 1977, d’estate, in vacanza a Campagna, girai un film Super 8 sui bagni al fiume Atri “Il Sciumare”, e d’inverno“ Il Maiale” sull’uccisione di detti animali. Un anno dopo, nel 1978, un regista di Cinecittà, Ermanno Olmi gira il film “L’Albero degli Zoccoli”, ambientato nel mondo contadino della bassa bergamasca, dove l’uccisione di un maiale avveniva in modo molto simile, a quello dell’entroterra salernitano (strana coincidenza). Il recupero di una propria radice: autobiografica, intimistica, storica, antropologica e culturale, mediante i ricordi personali e attraverso i luoghi, monumenti, usi e costumi, pre e post sisma...iniziando dall’infanzia post bellica, negli anni 50.
Nel 1991, sul palcoscenico del teatrino di Piazza Teatro, della Città di Campagna, nell’ambito della  7^ Rassegna dell’Acqua (9° anno di recupero della Chiena), abbinata quell’anno, in via sperimentale (per un’ennesima assenza di fondi) al 7^ Festival Teatro Ragazzi di Carmine Battipede, presentai una Performance dal titolo  “magrittiano”, “Intervallo: Questo non è un Asino”. Un Omaggio a quattro Asini veri, tra la gioia dei  bambini, di quel mondo antropologico contadino scomparso, che interpretavano loro stessi, con voci di attori fuori campo, che ponevano degli interrogativi al pubblico, coinvolgendoli nel coro delle voci a recitare, alla stessa tregua di un rosario, la loro definizione di “Asini”, presa dal vocabolario Palazzi, della lingua italiana. Qualcuno...della classe dirigente dominante, e presente (come partito, il maggior inquisito di tangentopoli) in ogni Ente pubblico, provinciale, regionale e nazionale, tentò di fare una querela nei miei confronti. Ma ahimé! Mancavano gli estremi: si parlava solo di "Asini"...di semplici, umili e onesti asini, in via di estinzione nell'uso di animali da soma, nel mondo contadino, ormai oggi, quasi definitivamente scomparso.
Mantenendo intatti i contenuti, in modo intuitivo e creativo, con convinzione e decisione, operai un trasferimento e uno sconfinamento al di fuori delle dimensioni limitate dell’opera canonica (sia essa pittura, fotografia o film), per invadere lo spazio fisico-sociale della città, tanto da ricordare, per alcuni versi quell’Arte Ecologica degli anni 70, di Walter De Maria, Christo, Richard Long, etc.detta anche Land Art o Earth Art (di cui sopra), che consci della lezione di Fontana (con il suo Spazialismo) di un decennio prima, dallo spazio fisico circostante della tela, sconfinarono, estendendosi nello spazio del territorio. Fu, anche per me, un gesto naturale operare al di fuori dei luoghi deputati dell’arte. Tutto l’opposto di ciò che succedeva allora nel mondo dell’arte, che si chiudeva in se stesso, nei luoghi chiusi: luoghi del sistema. Operare nella realtà, con l’invenzione di altri luoghi: luoghi aperti, con l’esigenza e nel tentativo di coinvolgere e di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea, di renderlo partecipe di un’esperienza, di “...far riflettere sul rapporto tra uomo e natura...”per dirla con Gillo Dorfles, pensando in questo caso, al recupero della Chiena, come ad un Happening degli Happenings, e non solo, ma anche (tra la Chiena e il Museo), come luogo di ricerca, di riflessione, di discussione, di incontri, di laboratori, di sperimentazioni e di “invenzioni”. Scaturì un Progetto.Soddisfacente moralmente per l’uomo artista, ma un Progetto “monco”, “incompiuto”, nei suoi investimenti per uno sviluppo economico, per l’uomo cittadino, per la Comunità, per ignoranza altrui, sopratutto degli Enti Pubblici non adeguati ai tempi, invasi solo, all’epoca, dai “politichini” della partitocrazia, che rappresentavano la negazione assoluta di qualsiasi sviluppo umano e civile, artistico e culturale, sociale ed economico. Incapaci di cogliere le novità, legate al patrimonio preesistente, e di incentivarle per garantire una continuità. Ero molto lontano, in quegli anni, come documentato anche da un mio articolo pubblicato sulla pagina nazionale de "L'Umanità - Speciale Arte", del 30 settembre 1983, dagli obiettivi “integralisti” della Transavanguardia, come erano lontani gli artisti (nei vari linguaggi multipli e interdisciplinari, fra arte visiva, performances, happenings, fotografia, installazioni, laboratorio, teatro, danza, musica, poesia...), che di lì a poco, avrebbero aderito, nella sua espansione, all’idea progettuale, invadendo letteralmente la Città di Campagna, dal 1985 al 1994: Francesco Bonazzi, Anna Malapelle e Fausto De Marinis da Verona; Salvatore Anelli e Franco Flaccavento da Cosenza; Sergio Pavone, Antonio Porcelli, Beppe Schiavetta e altri, da Genova; Gaetano Nicola Cuccaro e Arcangelo Moles, da Potenza; Emilio Morandi, da Bergamo; Raffaella Formenti , da Brescia; Nicola Frangione, da Monza; Rosanna Veronesi, Vincenzo Pezzella, Paolo Barlusconi e altri, da Milano; Alessandro Mautone, Donato Vitiello, Patrizia Marchi, Giovanna Stella La Nocita, da Praiano; Angela Hart O’Brien (irlandese), da Firenze; Birgitt M.Shola Starp e Gutte Norrild di Copenaghen; Gisela Robert, di Monaco di Baviera; Barbla e Peter Fraefel da Biel Svizzera; Godwin Ekard, di Vienna; Aitor Romano e Josè Bravo di Caracas; Francisco Còrdoba (Costa Rica); Maria Wojcik di Wroclaw (Polonia); Renata e Giovanni Strada, da Ravenna; Alfonso Filieri, Elisabetta Gut, Gisella Meo,Gloria Persiani, Riccardo Bergamini & Anna Zeppieri, Emilio Leofreddi, Massimo Liberti, Marco Fioramanti, Vincenzo Cozzi e altri, da Roma; Lucia Buono, Ilaria Bona e altri, da Bari; Fulgor C. Silvi, dalle Marche; Camillo Capolongo, Enrico Viggiano,  Mariano Mastrolonardo, Nizzo De Curtis, Giuseppe Desiato, Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro e altri, da Napoli; Arturo Casanova e altri, da Caserta; Pina Fiori, da Macerata; Riziero Giunti, Cristiana Moldi Ravenna e altri, da Venezia; Giovanni Canton, Antonio Baglivo, Gerardo Palmieri, Mirella Monaco, e altri, da Salerno; Vito D’Ambrosio, Gelsomino Fezza, Antonio Corsaro, Pompeo Ganelli, Antonio Luongo (detto Antoniuccio), Nino Aiello, Daniele Gibboni e altri, da Campagna; Giorgio Gallotta, Vittorio Scarpa, Pasquale Anzalone, Antonio Pierro, da Eboli; Eva Rachele Grassi e Angelo Ermanno Senatore (nomadi), da Roma, Parigi e da Salerno; Alfonso F. Mangone (nomade), da Cosenza, Firenze, Amsterdam, Berlino e da Altavilla; Angelo Riviello (il sottoscritto, nomade), da Roma, Zurigo, Positano, Copenaghen, Milano, Barcellona e da Campagna, etc. Due generazioni di artisti, nati tra il 1935 e il 1950 e tra il 1951 e il 1970. Non avevo e non avevamo speranza altrove, dove imperava solo un Mostrismo di Pittura tout court, per tutto l'arco degli anni 80, di un esercito di gregari (fra cui artisti anche bravi, miei amici, che furono "bruciati" dal cinismo del sistema mercantile dell'arte), con l’alta sovrintendenza e supervisione, dove a prevalere più forte era un’unica idea (e giustamente, per alcuni versi), di Achille Bonito Oliva (che stimo e rispetto e che reputo come uno dei più grandi critici d'arte dell'intero pianeta) e dei suoi “alleati”. Depresso e “incazzato”, registrando con dignità questo humus di dissidenza, mi sentii in dovere di rilassarmi, di divertirmi e di continuare la mia ricerca, tra pubblico e privato e di mettermi a disposizione della mia Città...la Città che ha registrato la mia nascita, dove mi "rifugiai", per non sentirmi “inutile” e “disoccupato” e per giunta senza un sussidio, per continuare una ricerca (il contrario di ciò che avveniva e avviene nel resto dell'Europa civile, di nazioni presenti, che conosciamo molto bene, nei confronti dei loro figli, per i quali creano opportunità, e vengono aiutati nelle loro ricerche), in un’Italia (dei poteri forti), che  incapace di guardare, di ascoltare e di recepire, nella sua tanto decantata “democrazia”, “civiltà” e “libertà”, nell’abbraccio ipocrita dell’inno di Mameli, altre voci...di figli traditi...diverse dal coro, che non venivano ricambiati nel loro affetto (anche se "irrequieti" per smuovere i luoghi comuni) anche nell’interesse e nei confronti della "madre patria", capace, quando, se e quando si ricorda, di rendere omaggio, a questo o a quel dato artista, solo dopo la morte. Un altro luogo comune di cui, pare si vada fieri, nel nostro “bel paese”. E oggi le cose pare che vadano peggio...con la cultura del vuoto e il “berlusconismo” che avanza.
La “Chiena” (per ritornare nel nostro specifico), che ha sempre organizzato il Comune di Campagna, nel periodo estivo, fino a pochi anni prima del sisma del 1980, era un mezzo economico, naturale ed ecologico per pulire il corso principale della città: il salotto dei campagnesi. Si affiggeva un’ordinanza amministrativa, in cui il sindaco ordinava e avvisava la cittadinanza della pulizia del corso. La delibera storica che ufficializzava la Chiena (di antica origine imprecisata), è del 1889 (come rilevato da una ricerca di Mario Onesti, da un libro di Storia locale di Raffaele D’Ambrosio). Al tempo stesso, il sindaco dava incarico al banditore di avvisare ulteriormente tutto il resto della popolazione sita nei numerosi quartieri alti e bassi, del centro storico e antico della città. In quel 1889, fu restaurato il canale che captava le acque del fiume Tenza e finanche la pavimentazione del corso Umberto, per meglio far scivolare l’acqua, su progetto dell’ingegnere Antonino Pastore. Si spera in una ripresa da parte del Comune, o di un delegato come la Pro Loco, di riutilizzare la “Chiena”, nel modo tradizionale, e cioè, per pulire le strade del centro storico, anche per differenziarla, dal suo nuovo uso, che scaturì dal  1982 al 1985, elevata, dal sottoscritto, ad “Opera d’Arte”, come intervento sul territorio, partendo dalle proprie radici, da una propria formazione artistico-culturale e dal proprio "essere" artista.
La Chiena dopo il sisma del 1980, rischiava di scomparire, a parte l’emergenza  nel caos della ricostruzione, ma anche perché ci si vergognava, nell’arretratezza, di pulire il corso principale della città, con la Chiena, nei confronti dei paesi viciniori, adeguatisi alle conquiste del “progresso civile”, come Eboli e Battipaglia, che per lavare le strade usavano i camion “gettiacqua”…mentre una volta, senza fiumi, per loro era duro, e guardavano con invidia Campagna, che con disinvoltura, si permetteva il lusso di lavare le proprie strade con un fiume…
La Chiena elevata e trasformata in Opera d'Arte del 1985, che si fece conoscere a livello nazionale, non fu solo il particolare di un recupero, per nobilitarla, ridandole dignità, iniziato nel 1982, con la donazione di una Fontana (ridimensionata a causa della infelice costruzione ex novo degli Uffici Postali avvenuta tra il 1992 e il 93) rimasta incompiuta (la “Fontana della Chiena”, 1982-94 da ubicare nella Piazza Guerriero, degradata e ferita a morte già dagli anni 60, con l’abbattimento del Sedile di San Bernardino da Siena ), che doveva rientrare in una Mostra, nel 1984, di idee progettuali per una Rassegna Laboratorio di Scultura (un Cantiere a cura di Angelo Trimarco, di quella Scuola di Critica d'Arte di Salerno...la stessa Scuola di Filiberto Menna, Achille Bonito Oliva, Antonio d'Avossa e altri ), la cui donazione fu accettata dal Comune di Campagna, solo nel 1994, "forzando" l'autore a compiere tale gesto, senza promuovere la Rassegna Laboratorio legata alla Chiena, le cui opere restavano in donazione, dislocate nella loro ubicazione in vari punti della città), che rientrando in un progetto molto più ampio, rappresentava un tassello importante, insieme alla proposta di un  Museo d’Arte Contemporanea (Ex Convento dei Frati Domenicani), alla proposta di un Ostello per studiosi e studenti (Ex Complesso Conventuale degli Osservanti-Chiesa della Concezione) e alla salvaguardia dell’assetto Storico-Urbanistico-Architettonico della Città di Campagna, ma fu anche una situazione artistica. Una situazione “povera ma bella”, molto significativa, il frammento di una piccola realtà italiana, che per certi versi ha anticipato di circa vent’anni ciò che si dibatte oggi nelle esperienze artistiche, tra il nord e il sud del Paese, sia nella "spettacolarizzazione" dell'arte, nei vari aspetti comportamentali, che con i laboratori in sito, dove le “Periferie diventano il Centro”, come nel caso della Certosa di Padula (al sud), o nel caso dell’Ex Ospedale Soave di Codogno (al nord), nella pratica di una domanda, da parte di Enti pubblici e privati, nella normale prassi quotidiana dei circuiti dell’arte.
In parole povere, gli artisti e alcuni gruppi avveduti di intellettuali, già in quegli anni, avevano compreso il fallimento della politica nazionale, nei tentativi industriali sul territorio meridionale, agendo con il loro intuito e iniziando in forte anticipo sui tempi, in una fase, già per loro, post-industriale. La politica, poi, come al solito, arrivando in ritardo su quest’aspetto fallimentare, senza fare nessun “mea culpa” (accerchiata com’era dai giudici di “mani pulite”), è solo negli anni 90, che timidamente inizia a parlare di “Fabbrica del Turismo” per il Mezzogiorno. Grande merito, spetta all’attuale Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, con la nascita di ben due Musei d’arte contemporanea (il PAN e il MADRE), che in questa tematica, da Sindaco della capitale partenopea, e poi come Presidente della Regione, per primo, ha saputo ridare a Napoli il volto della cultura e dell’arte, facendo tornare il turismo (di qualità, a mio avviso) dopo trent’anni di assenza, gettando le basi per tante realtà del sud e dell’intero meridione d’Italia. L’unica sua pecca, è quella di rivolgersi solo e sempre agli stessi critici e curatori, senza favorire un’alternanza, e di non aver risolto, in 15 anni, il problema delle discariche, addossando la responsabilità ai piccoli comuni campani e alle popolazioni.
 Nel 1985, mentre Lucio Amelio, come risposta al terremoto (e a tutta una politica mancata a favore di un territorio), pensava (e giustamente) alla mostra “Terrae Motus” (una collezione che finalmente oggi, ha trovato la sua sistemazione definitiva nella Villa Reale dei Borbone, di Caserta), invitando artisti in auge del momento e alcuni “mostri sacri” (oggi in gran parte storicizzati e datati), integrando anche artisti napoletani (import-export) della sua scuderia (dimenticandosi di altri artisti non solo campani, -come il sottoscritto che Amelio aveva conosciuto nel 1979 - che si prefiggevano gli stessi obiettivi…bastava guardare all’arte a 360° e a soli80 Km. di distanza da Napoli, subito dopo Salerno, a Campagna, che lui ben conosceva),  dopo i primi esperimenti (1982-83-84), a seguito del dissesto stradale di un’insula interamente abbattuta, partì la prima edizione della “Nuova Chiena” che ebbe un eco di risonanza nazionale (il quotidiano “Reporter” riportò l’evento in prima pagina): la scommessa di un “sognatore” accompagnato dalla collaborazione di altri “sognatori” (Antonio Corsaro, Vito D’Ambrosio, Gelsomino Fezza, Maria Rosaria Polisciano, Liberata Cerrone, Vito e Bruno D’Agostino, Vito Maggio, Mario Velella, e altri), sembrava vinta! Si realizzò un grosso Happening, creativo (e ri-creativo) dell’Acqua, a più mani. Una Piena d’Acqua: il fiume Tenza deviato lungo le strade della Città di Campagna. Una Piena d’Arte: un evento pensato innanzitutto come Opera d’Arte in movimento, sul territorio, con interventi nell'intervento, in cui avveniva di tutto, in piena libertà creativa, con ogni sorta di medium, anche il più povero e improvvisato, dati gli scarsi finanziamenti. Fu un’autentica rivoluzione estetico-poetica e comportamentale, di artisti che si divertirono come bambini. Fu una Festa, in cui fu data la possibilità di esprimersi, anche a vecchi e genuini artisti locali e a chi, giovane e ingenuo, voleva avvicinarsi al mondo dell'arte. Se si fosse realizzata a New York, gli americani l'avrebbero battezzata (forse) come "Water Art". Ci fu una situazione di “resistenza”, che differenziandosi dalle esperienze estetiche della cultura dominante in auge in quel momento, non solo in Italia, diede ampio sfogo alla  libertà creativa ed espressiva. Artisti provenienti da ogni parte d’Italia, anche stranieri (alcuni in vacanza a Paestum, compreso una coppia di giornalisti danesi) che occuparono l’ex Convento dei Domenicani, per farlo diventare un Museo d’Arte Contemporanea, dentro e fuori le mura (con la complicità scettica dell’Amministrazione Comunale). Artisti che in gran parte, non si riconoscevano nel movimento coatto (di tutto rispetto) della Transavanguardia, e/o in altre correnti similari più deboli, del Post Modern, la cui “novità” era la “non novità”, nel suo eclettismo e disimpegno politico, con un ritorno alla manualità, alla decorazione, all’uso del colore, con riferimenti all’arte e ad artisti del passato, nella ricerca di punta, elegantemente “imposta” dal sistema dell’arte. Artisti “disubbidienti” e viaggiatori, quelli che approdarono a Campagna, che scelsero la città come “rifugio”, e che hanno lasciato le loro opere al Convento di Giordano Bruno di San Bartolomeo, un Libro/Catalogo (curato e coordinato graficamente, finanche nelle didascalie, dal sottoscritto, ad eccezione del  simbolo del Museo, ricavato da un bassorilievo della Cattedrale, e ridisegnato, sempre dal sottoscritto, nella sua essenzialità geometrica,  ma usato nella sua ripetitività, come elemento decorativo da Gelsomino D’Ambrosio nella copertina di Angelo Riviello) e un segno nella coscienza e nella memoria, individuale e collettiva, dell’intera Comunità Campagnese. Artisti (dei quali, alcuni deceduti) che aspettano ancora una lettera di ringraziamenti dal Comune di Campagna e una mostra omaggio (l’occasione del ventennale, del 2005, penso che sia il momento giusto per farlo) e da tutte le Associazioni culturali, in primis dall’Associazione Giordano Bruno che ha gestito il Museo per tanti anni e, soprattutto dalla Pro Loco, che dal 1996, ha ereditato e gestito le acque della Chiena, campando di rendita, nel vuoto di una progettualità, senza riconoscere, per limiti umani, la fonte dei contenuti nel Progetto originario, di chi è stato ed è sempre attivo nella ricerca artistica e culturale del presente (è il suo "mestiere"), che in una parentesi particolare della propria vita, si è messo a disposizione della comunità campagnese.
Nel 1984, intanto a Milano, un gruppo di artisti, fra i quali Stefano Arienti, anch’essi dissidenti nei confronti della Transavanguardia e della Pittura Colta, e di altre correnti similari come Magico Primario, i Nuovi Nuovi, etc., occupavano (senza la complicità dell’Amministrazione Comunale) l’Ex Fabbrica della Brown Boveri, nel  Quartiere Isola, a Via De Castillia (ultimo mio domicilio di Milano, con abitazione e studio al n.20 - 3° piano 1^ porta a destra), per farne un Museo d’Arte Contemporanea (Casa Museo Laboratorio). Due anni prima stavano per occupare l’ex fabbrica, due artisti campani: il sottoscritto e Vincenzo Pezzella, che già abitavano in una casa occupata del Comune di Milano, in Corso Garibaldi 89, nel condominio con l'ex fabbrica di Gelati occupata da Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa, e agli inizi, da Antonio Trotta, Pino Spagnulo e altri, e dove venivano spesso a renderci visita Antonio M.Faggiano e due giovani artisti di Benevento, appena sbarcati a Milano, Arcangelo e Pompeo Bocchini, conterranei ed ex allievi di Mimmo Paladino. L’intento non riuscì. Gli artisti furono sfrattati e l’ex Fabbrica fu abbattuta (ci stanno riprovando oggi, nella Stecca Artigiani, nella stessa città e nella stessa strada, anch’essa destinata all’abbattimento, per un progetto-telenovela, lungo di vent’anni, e non manca Stefano Arienti, insieme ad altri, come Gabriele Di Matteo, Grazia Toderi, Mario Airò, Loris Cecchini, Bert Theis, etc.). A differenza degli artisti che raggiunsero Campagna, il cui intento riuscì. Decollò la Nuova Chiena, e l’Ex Convento dei Domenicani di Giordano Bruno (Casa Museo Laboratorio) fu recuperato, salvandolo così dall’abbandono e dall’incuria del tempo (anche se più tardi, malgrado il vincolo della Soprintendenza ai B.A.A.A.S., fu abbattuto l’Ex Complesso Conventuale degli Osservanti-Chiesa della Concezione: un grave atto, da “estremisti dell’ignoranza”, degno di quegli stessi Talebani, “estremisti islamici afghani”,  che hanno abbattuto nel 2001 i Buddha giganti di Bamiyan, testimonianza alta del patrimonio storico-culturale pre-islamico!). Altri fermenti, con altre occupazioni, di ex fabbriche e pastifici, ci furono a Roma, mi pare, al Quartiere San Lorenzo...ma queste furono solo occupazioni, per rivendicare allo Stato, il diritto ad avere almeno uno Studio…un Atelier, un luogo “gratuito”, per fare ricerca e lavorare da parte degli artisti.
Ironia della sorte: l’impresa “non riuscita”degli artisti di Milano, fu riportata da molte riviste specializzate, e soprattutto da un’autorevole rivista d’arte contemporanea, che nel giro di pochi mesi, fece il giro del mondo…scrivendo così una “piccola pagina significativa” nella Cronaca dell’Arte. L’impresa “riuscita” degli artisti “rifugiati” a Campagna, a seguito dello “Tzunami” della Transavanguardia, fu riportata nella stampa normale di molti quotidiani, di riviste culturali generiche e di periodici, che nel giro di pochi giorni, fece il giro d’Italia… non fu registrata nella Cronaca dell’Arte.
Mancarono all’appuntamento le riviste autorevoli specializzate, da parte di critici che si dicevano e si dicono attenti alle novità, o più semplicemente, alle diversità, ad eccezione (nei diversi ruoli di approccio) di Rino Mele, Antonio Castaldi, Antonio Bottiglieri, Alfonso Tafuri, Massimo Bignardi, Erminia Pellecchia, Carla Errico, Maurizio Vitiello, Angelo Trimarco, Simona Barucco, Vittoria Biasi, Aldo Elefante (agli inizi della carriera come curatore) Sabino Manganelli, Pino Simonetti, Cristina Tafuri, Antonio d’Avossa , degli scrittori d’arte come Alan Frenkiel, Ferruccio Massimi, di grafici (e non solo) come Gelsomino D'Ambrosio (famosa la sua Scheda "Campagna" del 1985 con riedizione nel 1996) e altri…e non per ultimo la presenza di James Putnam, nel mese di maggio 2006, portato da Alan Frenkiel, suo collaboratore. Per disinformazione? Non credo...un intellettuale, e in questo caso un critico d’arte intraprendente, attento e curioso, legge i giornali, altrimenti è un semplice cronista...basta dichiararlo! Per debolezza dialettica nei confronti di un vincente e sempre più emergente, incontrastato e carismatico Bonito Oliva? E’ probabile. O per essere più “cattivi”, per omissione culturale? O per pigrizia? Anche questo è probabile! Oppure, per l’isolamento in cui versava (e versa) la città di Campagna...”sconosciuto” paese...o meglio “invisibile” paese (finanche nel nome…confondendo Campagna con la campagna…perciò che insisto con i miei conterranei, con il nome, storicamente più corretto: Città di Campagna, da Civitas Campaniae dell’entroterra salernitano (come suggerito e fatto osservare in latino, dal giovane storico locale, Maurizio Ulino), dove era impossibile che succedesse qualcosa? O per carenze nell’organizzazione, dovute soprattutto all’insufficienza di fondi? O perché mal rappresentata politicamente? E’ probabile che sia stato anche un pò di tutto questo. Una cosa è certa: dove non ci sono investimenti, non ci può essere sviluppo! Dove non c'è competenza e convinzione, non si può convincere il resto del mondo! Eppure i soldi, in quegli anni, non sono mancati alla città di Campagna, e certamente non mancavano alla Provincia di Salerno e alla Regione Campania e al Ministero del Turismo e Spettacolo (attuale Ministero della Cultura):...è mancata la sensibilità, la lungimiranza e l'umiltà a saper ascoltare e ad accogliere progetti, per colmare un vuoto, lasciato dalla cosiddetta “politica”. I soldi, all'epoca, pare che prendessero altre vie...
Eppure, nel 1987, ci fu anche una presentazione del Libro/Catalogo della "Nuova Chiena" (bilingue, molto eloquente e ricco di immagini, dell'intervento artistico del fiume e degli altri interventi artistici, tra la Città e il Museo) al Palazzo Sant'Agostino della Provincia di Salerno, quasi tutto distribuito nelle sue mille copie (ne rimangono due o tre), di cui il sottoscritto registrò una cassetta audio a "ricordo" (un documento tuttora ben conservato, a distanza di 18 anni), erano presenti, fra le  varie presenze e assenze istituzionali, sopratutto della Regione: il Presidente della Provincia, che porta i saluti; il compianto Pasquale Mirra ( sindaco di Campagna), che apre l'incontro; Giuseppe Acone (docente universitario); Marcello Caleo (docente universitario); Andrea De Simone (consigliere provinciale); Antonio Bottiglieri (assessore provinciale alla cultura)  e il compianto D'Orazio Corinto (assessore alla cultura del Comune di Campagna), che chiude il dibattito. Fu un incontro inutile? Non credo! E' un piccolo pezzo positivo, di un mosaico, che dando un suo particolare contributo documentario, rinforza la storia di un passato recente, tuttora attuale.
Una situazione artistica, il frammento di una piccola realtà italiana, che chiede attenzione, per una rilettura e un’analisi più attenta di quegli anni 80, che aspetta ancora di essere riconosciuta, almeno, dal mondo  dell’arte italiana, a ripartire dalla città di Salerno, passando per Napoli e Roma...per finire a Milano e nelle altre città e capitali europee e internazionali, per un’altra “piccola pagina” da scrivere. Ma per far si che ciò avvenga, c’è bisogno di una scelta politica, fuori dall’usuale, di convinzione e di finanziamenti continui, sempre più cospicui, da parte degli Enti pubblici e privati. Difendere, risanare, incentivare il patrimonio "sopravvissuto" alla ruspa selvaggia, scommettere e investire sulla rinascita del Museo, dei Fucanoli, con l’integrazione di una Rassegna d’Arte invernale, della durata di un mese, e una tre giorni di un Festival di Musica dell’Anima (Etnica, Jazz, Blues, Pop, Rock, e perché no...Contemporanea) e soprattutto della “Chiena” - Rassegna dell’Acqua, affidandone però la cura, a mani competenti, e non a “hobbisti” da “dopolavoro”, i quali dovrebbero solo amministrare e presenziare (e bene anche!), se si vuole uscire fuori dall’isolamento culturale e produrre ricchezza, se si vuol essere ascoltati, con autorevolezza, per prima cosa dall'Ente pubblico Provinciale (basta guardare lo splendido volume fortemente voluto dal Presidente Andria, a conclusione del suo mandato, a cui va il nostro plauso, promosso e pubblicato dall'Ente, nelle Edizioni l'Orbicolare 2004, dal titolo "SALERNO fascino di una provincia mediterranea", per rendersi conto di come è stata trattata la Storia di Campagna:...sempre più "città invisibile" e in "castigo dietro la lavagna"). Gli stessi finanziamenti, che in quegli anni 80 non furono stanziati, per far decollare, sia la città/territorio, nel suo aspetto storico-artistico-urbanistico e monumentale, afflitta dalle gravi conseguenze del sisma, e che aveva bisogno di crearsi un futuro, che il nascente Museo, la Nuova “Chiena”, i Nuovi “Fucanoli”, e quella situazione storica di artisti che rappresentarono la punta di un iceberg, per un disgelo lento, fino agli anni 90. Un’eccezione che come quella di Milano, nell’arte, confermò, e conferma, la regola! 
Mi piace finire, citando un passaggio finale “premonitore” e “profetico” (sempre attuale) di Rino Mele, di uno scritto a testimonianza di ciò che fu realizzato in quell’inizio degli anni 80, sia come Casa Museo Laboratorio nascente e sia come esperienza di ridestinazione d’uso della “Chiena”: “...Campagna è troppo piccola perché molti altri si accorgono dell’eventuale fallimento del suo spazio simbolico, ma è anche abbastanza grande perché questa piccola impercettibile catastrofe risuoni di eco in eco sommandosi alle valanghe di azioni mancate, peccati di omissione culturale cui è sempre troppo tardi rimediare...”.

Note Bibliografiche:
Rino Mele - “Il Convento di Giordano Bruno” - dal Libro/Catalogo “ ‘A Chiena-Kermesse Nazionale d’Arte Contemporanea” - Edizioni Museo Campagna - Campagna 1985/87 - Stampa Boccia, Salerno, 1987
Angelo Riviello Moscato - "Intervallo (Interstallo)" - dal Catalogo "Le Porte dell'Arte - Incontri Internazionali d'Arte Contemporanea"- Edizioni Comune della Città di Campagna-Arti Grafiche Ebolitane, Eboli SA, 1997
Gillo Dorfles - “ Storia delle Arti Visuali” - Edizioni Atlas - Bergamo 2000

Alessandra Piolselli - “Public Art Italia” - Undo Net - Milano 2004



http://youtu.be/DYfA_QhuVhM







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